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giovedì, 15 maggio 2008

Istanbul

 

ISTANBUL

report un po' vecchio pubblicato per rispondere a una domanda


Allegra e caotica come Napoli. Fastosa come Roma, con le sue stupefacenti memorie del passato che riemergono all'improvviso nel bel mezzo della città. Trendy e un po' undreground come forse può essere la Berlino del dopo-muro.

Unica capitale al mondo che si divide tra due continenti, Istanbul è una città che sa essere magica, e che riesce a restare sospesa in bilico tra passato e modernità senza perdere la sua identità, fatta di molte facce.

Con i suoi circa 15 milioni di abitanti e più di 30 distretti (da quello turistico e storico di Sultanhamet al moderno quartiere degli affari di Levent, fino al distretto di Kadikoy sulla riva asiatica), la capitale turca non è forse la meta ottimale per un week end. Troppe cose da vedere, nessuna da perdere: santa Sofia, la Moschea Blu, la bellissima cisterna, la torre di Galata, la chiesa di Chora, la passeggiata in traghetto lungo il Bosforo, il Corno d'Oro....

Il rischio è quello di non riuscire a vedere nulla per bene e tornare a casa con qualche immagine da cartolina e l'idea di una qualsiasi città di mare fatta di venditori di tappeti e kebab (anzi, kebap ).


A meno che non si abbia la fortuna di avere un amico che a Istanbul ci sia nato, o ci viva, e sia disposto a farvi da Cicerone. Anzi, a dir la verità è sufficiente addirittura avere un amico di un amico di un amico, come è successo a noi, che abbiamo avuto la fortuna di conoscere Basar.

Ma forse, arriviamo a pensare, basta semplicemente fare conoscenza con qualcuno appena arrivati in città. Perché qui l'ospitalità è sacra, e non è solo un luogo comune, e non è difficile avere prove di gentilezza e disponibilità da parte di perfetti sconosciuti ad ogni angolo di strada, contro ogni diffidenza e pregiudizio. Se poi proprio non ve la sentite di socializzare, non ci resta che darvi qualche consiglio in base alla nostra – bellissima- esperienza. E naturalmente portare con sé l'itinerario dedicato a Istanbul pubblicato sul Gambero l'aprile 2006.


Prima di tutto, scegliete bene dove volete pernottare: Sultanahmet è l'ideale se volete essere vicino ai monumenti principali, ai negozi di souvenir e al Grand Bazar. Ma gli amici turchi non mancheranno di farvi notare che quella non è “la vera Istanbul”. Ossia quella dove si svolge la vita sociale diurna e soprattutto notturna della città. Quindi, se la sera avete voglia di girare liberamente tra ristorantini, locali, bar alla moda e cafè dove fumare narghilè, scegliete la zona di Taksim. Un'alternativa, infine, può essere decidere di dormire negli eleganti alberghi dei sobborghi residenziali lungo il Bosforo, come Ortakoy. Attenzione però: in inverno sono zone tranquillissime e un po' malinconiche, in primavera ed estate rischiano di diventare affollate come la Riviera romagnola. Infine, non perdete l'occasione di fare una passeggiata tra i mercati della sponda asiatica, dove la maggior parte degli abitanti di Istanbul, che lavora nella zona europea, torna a dormire.



SULTANAHMET, TRA TESORI E MOSCHEE


Naturalmente, si devono vedere Santa Sophia e la Moschea Blu. Per quest'ultima, un consiglio: portate un paio di calzettoni visto che ci si deve levare le scarpe all'ingresso. E se piove è un dramma...


Non perdete la visita alla bellissima cisterna bizantina sotterranea, praticamente di fronte a Santa Sophia (ce ne sono anche altre in città ma questa è la più bella). Si chiama anche cisterna della basilica: Yerebatan Sarnici www.yerebatansarnici.com (Yerebatan Cad., tel. 0212 5221259, orario: 9-18, ingresso: 6 euro) tra le colonne che si specchiano nell'acqua e giochi di luci, ospita anche un bar – poco invitante a dire la verità – e vi si tengono anche concerti di musica classica. Arrivate fino in fondo per ammirare le imponenti teste della Medusa: una dritta e una coricata su un lato: le leggende che tentano di spiegarne il motivo sono diverse, ma probabilmente è uno degli interrogativi che non saranno mai svelati.


Almeno mezza giornata va dedicata al Palazzo Topkapi: è molto grande e c'è davvero tanto da vedere: i giardini, le stanze del congresso, il tesoro con gioielli favolosi (chi subisce il fascino di diamanti e smeraldi grandi quanto mandarini rischia di restare ore in contemplazione). L'harem pare sia la cosa più bella, ma si devono pagare altre 10 lire turche per l'ingresso e prende altro tempo per la visita. L'abbiamo saltato, e il nostro amico ci ha poi detto che era da non perdere...


Raggiungibile a piedi, con una mezz'oretta, c'è il Grand Bazar: Kapali Carsi (pron. approssimativa Capali Sciarsgi) , ossia il mercato coperto . Vale la pena fare una passeggiata lungo i suoi caotici vicoli, ma la parte più bella è quella del Bazar Egiziano o delle Spezie, dove vendono dolciumi, spezie e souvenir (anche a buon prezzo).

Se vi piacciono i pistacchi, assaggiate le pallette ricoperte da pistacchi (vorremmo darvi una descrizione più tecnica, ma non siamo riusciti a capire né il nome né gli ingredienti precisi); sono buonissime!! Per i baklava provate quelli di Güllüoðlu, rinomata pasticceria che si trova anche a Taksim.

Proprio vicino all'uscita c'è un ristorante che è una specie di istituzione, si chiama Pandaeli: buona cucina turca tradizionale (i proprietari ìhanno origini greche) in un ambiente un po' retrò, ma accogliente.

Li vicino ci dovrebbe essere un posto carino per fumare il narghilé, che si chiama Dergah, ma noi non l'abbiamo trovato. Perdersi qui è la cosa più facile del mondo!


Più lontano, nel quartiere di Fatih, c'è la bellissima Chiesa San Salvatore in Chora (Kariye Camii) . Vale assolutamente la pena vederla per i suoi mosaici straordinari e per l'atmosfera raccolta (turisti permettendo) che vi si respira.

Vicino c'è un ottimo ristorante: Asitane - Kariye Camii Sokak. no 18 Edirnekapı İstanbul Türkiyen Tel: +90 212 635 7997 - 534 8414 http://www.kariyeotel.com/asitane.htm

Pare che Asitane fosse l'antico nome di Istanbul (da Costantinopoli). In menu – che cambia con le stagioni – troverete piatti basati su antiche ricette, frutto di un'attenta ricerca storica, tra cui alcuni piatti realizzati in occasione dei sontuosi festeggiamenti per la circoncisione del figlio del Sultano Solimano il Magnifico nel 1539. Un esempio: il mahmudiyye: pollo stufato con mandorle, albicocche essiccate e uva rossa, marinato con miele, cannella e succo di limone: una delizia! Ambiente elegante e raffinato, atmosfera rilassante, ottima cucina: gli Ottomani sapevano come godersi la vita, come ci fa notare Basar!




TAKSIM, MOVIDA TURKISH STYLE



TAKSIM è il cuore della Istanbul moderna e notturna. La strada principale si chiama Istiklal Caddesi: ci sono negozi e, tra le stradine laterali, un sacco di ristorantini e locali: c'è solo l'imbarazzo della scelta, ma - soprattutto d'estate quando le stradine interne sono invase dai tavoli - trovare posto può diventare un'impresa.

Per un pasto più tranquillo, buono ma informale ed economicissimo, si può andare da Sabirtasi, all'interno dell'Aznavour Pasaji a Istiklal Caddesi 216. Il nostro portiere d'albergo – abbiamo concesso una breve tergua a Basar! - ci ha suggerito di andare al locale all'ultimo piano (ce n'è anche uno al 4°...) che doveva essere panoramico. In realtà si vede la strada sottostante e nulla più, ma il locale è carino (sembra una baita di montagna!) un po' tristino perché vuoto quando siamo andati noi ma il cibo era davvero buono.

Se è bel tempo salite in cima alla Torre di Galata, ma evitate il bar ristorante. C'è un bellissimo panorama, ma se è brutto tempo butterete solo altre 10 lire turche (prezzo fisso per tutte le attrattive)...

Se volete fumare il narghilé andate al quartiere di Otophane: sono tutti localini dove i ragazzi fumano, bevono il té e guardano la partita, più o meno uno vale l'altro.

Lì vicino c'è Istanbul modern. Museo di arte contemporanea: vista pazzesca e un simpatico caffè con buon cibo.


IL BOSFORO


Non si può perdere una bella passeggiata sul Bosforo; i Turchi vengono a fare colazione qui la domenica, nei caffè delle località sulla costa, ma se volete meno casino va benissimo andarci durante la settimana. Certo d'estate è un'altra cosa ma ne vale lo stesso la pena. Noi siamo statI a Ortakoy, un sobborgo molto carino con una bella moschea, e abbiamo preso te e torte molto buone in un posto all'“occidentale”, un po' modaiolo ma carino, che si chiama The House Cafè Yıldız Mah. Salhane Sok. No:1 Ortaköy. Se è bel tempo, vale la pena fare la gita sui battelli che da Eminonu percorrono tutto il bosforo, passando anche per le Adalar, o le isole dei Principi, dove molti abitanti di istanbul vanno al mare in esatet. Noi abbiamo scelto un giorno di tormenta....



CROSSING THE BRIDGE


La sponda asiatica, raggiungibile attraverso l'imponente ponte sul Bosforo (uno dei più lgrandi ponti sospesi del mondo)è decisamente da vedere: più popolare e un po' incasinata, è dove dorme la maggior parte della gente che lavora sulle sponde occidentali. Sui banchi del mercato si trova di tutto da mangiare – come il “vero” formaggio di latte di capra o pecora Tulum, conservato nelle pelli di capra, e le foglie di vite per preparare i dolmades farciti di riso o bulgur - e sono tutti molto gentili.

Da non perdere il ristorantino Ciya di Musa Dagdeviren : c'è sia la kebap house che una sorta di “fast food” dove si guarda e si sceglie quello che si vuole mangiare. Musa è una sorta di antropologo del cibo e recupera antiche ricette dell'Anatolia. Non si servono alcolici. Çiya Sofrası Caferağa Mah. Güneşlibahçe Sk. No:43 Kadıköy - İstanbulTel: (216) 330 31 90




UTILE DA SAPERE

Un po' dappertutto troverete i bamborek, intestini d'agnello arrostiti.... se vi piacciono..!Oppure ci sono le koftesi, delle specie di fast food dove si vendono polpette e altre cose ,


All'arrivo all'aeroporto, prima di mettervi in fila per il controllo passaporti, ricordatevi di acquistare il visto all'apposito sportello!


Tra le 17 e le 20 dei giorni feriali il centro di istanbul diventa un inferno. Se volete prendere un taxi , tenete presente che vi diranno che vi ci vorrà almeno un'ora da Sultanahmet a Taksim, e vi chiederanno circa 10 euro. Quando non c'è traffico invece potrete pagare anche meno di 5 lire turche!


I turchi sono gentilissimi, se qualcuno si avvicina per aiutarvi non pensate male, almeno a noi – tutte ragazze - nessuno ha dato fastidio! Per prendere il tram, si deve fare il biglietto (che poi è un gettone) per accedere alle fermate.


Se volete provare l'hammam, ci avevano consigliato Çemberlitaþ o Caðoloðlu

entrambi a Sultanahmet. Non abbiamo avuto tempo, purtroppo.


Nel quartiere di Levent – moderna zona degli affari – si trova l’Özsariyeli Nur Börekgisi (Oto Sanayi Sit Barbaros Cad . No/12 4) dove Orhan Kurudereci come raccontava Scarpato nel suo articolo – prepara ancora i veri borek, involtini di pasta sfoglia farcita in infinite varianti, ormai pare introvabili altrove. Quando abbiamo detto a Basar che volevamo andarci ci ha guardati come fossimo pazzi: andare nel fine settimana nel quartiere degli affari per mangiare i borek? Per noi, che giravamo con l'articolo di Scarpato in tasca e sognavamo questa delizia da mesi – e che siamo abituati a ben di peggio – nulla di più normale, ma ci è sembrato brutto insistere e abbiamo preferito seguire i suoi consigli, che si sono rivelati d'altronde sempre azzeccati. Vorrà dire che abbiamo molti buoni motivi per tornare a Istanbul.


postato da: elianto alle ore 11:14 | link | commenti
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mercoledì, 07 maggio 2008

back from Andalusia

Sono di ritorno da una bella vacanza in Andalusia.

10 giorni di sole, passeggiate tra i vicoli delle città a caccia di tapas e canas, piccoli alberghetti e localini deliziosi, foto stupide e litigi col navigatore.

I love holidays


postato da: elianto alle ore 10:09 | link | commenti
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martedì, 08 aprile 2008

Aperto per "ferie"

Aperto per "ferie"

Ultimamente sono spesso in giro. Tanto spesso che non ho tempo per il blog, e per un sacco di altre cose. Intendiamoci bene, non ho nessuna intenzione di lamentarmi, anzi!

Anche se quasi sempre sono in giro per "vacanze" che in realtà sono lavoro, o forse è il mio lavoro che sembra un po' una vacanza....

Comunque. In questi ultimi tempi ho avuto modo di colmare le mie lacune sul Nord Italia (sono stata in Piemonte, Friuli Venezia Giulia - con una puntatina in Slovenia!! - e in Alto Adige), nel Medio Oriente per visitare la Giordania - mamma mia, che emozione vedere Petra! - con una brevissima velocissima gitarella a Gerusalemme, poi sono tornata nella mia amata Africa, più precisamente in Tunisia....

E ora?

Sabato (ebbene si, sono così idiota che ho prenotato per il we delle elezioni, e mannaggia a me non potrò votare!) parto per il Belgio, per andare a trovare la mia amica Chiara che si è messa a fare cioccolato... Poi sarà il turno della Spagna, e poi.... vabbè, una cosa alla volta!


postato da: elianto alle ore 14:45 | link | commenti (2)
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lunedì, 28 gennaio 2008

I colori del deserto

Wadi Rum desert, Jordan


postato da: elianto alle ore 13:42 | link | commenti
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Petra, Giordania

Viaggiamo, inizialmente, per perderci. E viaggiamo, poi, per
ritrovarci. Viaggiamo per aprirci il cuore e gli occhi, e imparare più
cose sul mondo di quante possano accogliere i nostri giornali. E
viaggiamo per portare quel poco di cui siamo capaci, nella nostra
ignoranza e sapienza, in varie parti del globo, le cui ricchezze sono
variamente disperse. E viaggiamo, in sostanza, per tornare a essere
giovani e sciocchi - per rallentare il tempo ed esserne catturati, e
per innamorarci ancora una volta

Riflessioni sul viaggio – Pico Iyer


postato da: elianto alle ore 13:41 | link | commenti
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venerdì, 18 maggio 2007

Proverbio orientale

CHI VIAGGIA MOLTO

CONOSCE PIU’

DI CHI VIVE A LUNGO


postato da: elianto alle ore 10:27 | link | commenti
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mercoledì, 21 febbraio 2007

Mare

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto

Nazim Hikmet


postato da: elianto alle ore 14:22 | link | commenti
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martedì, 20 febbraio 2007

GO SLOW - Viaggiare Lento

 

A Venezia, dal 1 al 3 giugno, si terrà il primo Salone del Turismo Lento: turismo sostenibile sul piano ecologico, equo sul piano economico e rispettoso sul piano etico.

Mi sembra una cosa molto interessante, e cercherò di esserci.

Intanto, pubblico il "decalogo per il viaggiatore lento, che mi è errivato con la newsletter diDel Viaggiare e dei Viaggiatori.

 

Decalogo per il viaggiatore lento

1) Cercare la bellezza a due passi da casa, evitando i “non luoghi” e possibilmente i luoghi comuni. (Ricercare luoghi in cui respirare il senso del tempo, sentire l'odore della vita e delle sue stagioni).
2) Diventare viandante, pellegrino, cavaliere, ciclista, alpigiano, pedone, velista, pescatore. (Itinerari consigliati: da Venezia a Pechino in bicicletta, a piedi da Abbadia Lariana a Colico lungo il lago di Como, da Finale Ligure a Noli lungo i cinque ponti della Val Ponci, sulla Via Francigena da Poggibonsi a Siena, sul sentiero dell’Inglese da Pentadattilo ad Amendolea, sulla barca in tramaglio, schietta e impostatella da Procida a Ischia, sulla montagna di Annibale nell’Oltrepò Pavese, sul Sentiero della Chiocciola nei boschi del Vergante).
3) Scrivere sul frigorifero di casa: “C’è ben più nell’esistenza che incrementarne la velocità.” Oppure “Il procedere lento è bellezza” oppure “Festina lente” (Affrettati lentamente) o ancora “Voi avete l'orologio, noi il tempo”(da Gandhi, Pound, Svetonio, Conte di Onslow, un amico senegalese).
4) Praticare la meditazione/camminata zen tipica di abitanti Centro Sud Italia, isole comprese. (Non si cammina perché si ha una gran fretta di arrivare in qualche posto, ma perché camminare è in sé una cosa meravigliosa. La meditazione è il cammino stesso.)
5) Per approfondire meglio: imparare la camminata degli Isolani sardi. (Camminano senza andatura strascicata e senza fretta, trasmettendo la sensazione di camminare come i gatti. C'è qualcosa di particolare, che non è esitazione: procedono determinati, senza vagare, ma camminano solo per camminare).
6) Preferire la biciclettata come allontanamento dal passato (ciò che si lascia). (La biciclettata come processo con l’attenzione al qui ed ora, la biciclettata come viaggio dentro se stessi, la biciclettata come ritrovamento di ciò che è veramente importante, ciò che è prioritario).
7) Leggere “Sotto il sole giaguaro" di Calvino. (La cosa più importante del viaggio è quella di poter assaggiare i cibi locali nel paese attraversato; mentre la vista è riproducibile con le foto, i sapori non lo sono assolutamente).
8) Preferire i viaggi in treno perchè il treno non è un veicolo. Un treno è parte di un paese. È un luogo. (Aspirare estaticamente l’odore del zolfo, per viaggiare prendere solo i treni che sbuffano mandando in cielo nuvole e vapore, solo quelli che sembrano dire con impazienza “Devo andare” , Devo andare”. Tratte consigliate: Macomer – Bosa, Venezia-Sempione Orient Express, Crémaillère de la Rhune, Sursee-Triengen-Bahn, Siena-Asciano-Monte Antico, Bergamo-Paratico Sarnico, Targu Mures-Sovata, sul treno natura della Valle dell’Asso).
9) Almeno una volta nelle prossime estati andare a: Pomarance, dove hanno inventato il vapore; Logudoro e Goceano dove il falco pellegrino vola mattutino; Pennabilli nella Val Marecchia, dove un poeta ha fatto il suo nido; Santo Stefano Belbo, a casa di Cesare.
10) Per capire veramente, il viaggiatore paradossalmente dovrebbe anche fermarsi, essere sedentario, vivere i luoghi che attraversa e si lascia indietro. Quindi: emozione e adattamento, riconoscimento e scoperta, conferma e sorpresa.

Debora Sanna


postato da: elianto alle ore 09:47 | link | commenti
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venerdì, 19 gennaio 2007

vorrei essere qui...

o in qualsiasi altro luogo molto lontano da dove sono adesso.

E con poca gente intorno, possibilmente...


postato da: elianto alle ore 15:31 | link | commenti
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mercoledì, 22 novembre 2006

Istanbul Skyline

Questa è la mia Istanbul


postato da: elianto alle ore 09:29 | link | commenti
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